L’addio perfetto a Michael Jackson
Ho trovato molto bello questo articolo scritto da Simona Orlando.

E’ uno strano momento quello dell’addio a Michael Jackson. Un breve saluto lungo una vita. Per chi era adolescente negli anni ’80 si tratta di risvegliare improvvisamente i ricordi, riascoltare la colonna sonora di ogni radio e discoteca estiva, rivedere la faccia che campeggiava su ogni copertina. Per molti torna su come un singhiozzo l’emozione del primo concerto, lo stupore davanti agli effetti speciali di un live e al lavoro corale di coreografi, ballerini, costumisti, musicisti, ingegneri delle luci, il primo approccio alla lingua inglese, imparata per poter maneggiare meglio i testi, il primo videoclip realizzato come fosse un film. Torna su la moda dell’epoca (l’armadio pieno di spalline e orpelli) e quella che dettava lui (cappelli, mocassini, giacche, lustrini, ginocchiere, borchie, guanti), un modo di ballare che per quanto venisse egregiamente imitato, sapeva sempre e solo di citazione.

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